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La giovane donna che avanza sul prato Innanzi all'estate adorna di pomi e di grazie, Quando delle ore il pieno mezzodì scocca le dodici, In quella pienezza fermando i bei passi, Disse un giorno, tragica abbandonata, - sposa - Alla morte che seduceva il suo Poeta: Trapasso! Tu menti. O vano clima nullo! io mi so gelosa Del falso Eden che, triste, egli non abiterà. Ecco perché i fiori profondi della terra L'amano con silenzio e scienza e mistero, Mentre nel loro cuore sogna il puro polline: Ed egli, quando la brezza, ebbra di delizie, Sospende per un attimo un nome che i calici rapisce, Con voce flebile, talvolta, chiama piano: Ellen! (V.R.) |