Malarmé
NEL GIARDINO
La giovane donna che avanza sul prato
Innanzi all'estate adorna di pomi e di grazie,
Quando delle ore il pieno mezzodì scocca le dodici,
In quella pienezza fermando i bei passi,

Disse un giorno, tragica abbandonata, - sposa -
Alla morte che seduceva il suo Poeta: Trapasso!
Tu menti. O vano clima nullo! io mi so gelosa
Del falso Eden che, triste, egli non abiterà.

Ecco perché i fiori profondi della terra
L'amano con silenzio e scienza e mistero,
Mentre nel loro cuore sogna il puro polline:

Ed egli, quando la brezza, ebbra di delizie,
Sospende per un attimo un nome che i calici rapisce,
Con voce flebile, talvolta, chiama piano: Ellen!

(V.R.)

 

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