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Sopra il nome di Pafo richiusi i miei volumi Voglio eleggere solo del mio genio sull'ali Una rovina bene-detta da mille spume Sotto il giacinto, lungi, dei suoi giorni trionfali. Con silenzi di falci accorra il freddo ghiaccio, Io non vi ululerň lunghi inutili preghi Se dovunque l'onore del falso paesaggio Quel candido sollazzo radendo il suolo neghi. La mia fame che frutto nessuno qui nutrica Trova nella lor dotta carenza ugual sapore: Splenda di carne umana e odorante una spica! Col piede su una biscia dove attizza l'amore, Forse perdutamente io penso a lungo ancora L'altra, il seno bruciato d'un'amazzone antica. |