Malarmé
Brezza marina
La carne e' triste, ahime'! e ho letto tutti i libri.
Fuggire! laggiu' fuggire! Io sento uccelli ebbri
d'essere tra l'ignota schiuma e i cieli!
Niente, ne' antichi giardini riflessi dagli occhi
terra' questo cuore che gia' si bagna nel mare
o notti! ne' il cerchio deserto della mia lampada
sul vuoto foglio difeso dal suo candore
ne' giovane donna che allatta il suo bambino.
Io partiro'! Vascello che dondoli l'alberatura
l'ancora sciogli per una natura straniera!

E crede una Noia, tradita da speranze crudeli
ancora nell'ultimo addio dei fazzoletti!
E gli alberi forse, richiamo dei temporali
son quelli che un vento inclina sopra i naufragi
sperduti, ne' antenne, ne' verdi isolotti...
Ma ascolta, o mio cuore, il cuore dei marinai!

Autore: S.Mallarme' (1842, Parigi - 1898, Valvins)
Note: Professore di Inglese si dedico' alla poesia
cercando in essa evasione dalla monotonia della
realta' quotidiana. L'aspirazione alla fuga si
esprime attraverso l'immagine della Brezza Marina.

 

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