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Frigide rose per aver vita Tutte insieme interromperanno Con un pronto calice bianco Il vostro soffio fattosi brina Ma fa che il mio battito liberi La ciocca con un colpo piů fondo Questa frigiditŕ si fonde In un riso ebbro di vivere A gettare il cielo in ritagli Ecco come tu buon ventaglio Convieni meglio d'un profumo Non racchiudendo in sé nessuno Inviolato od intatto cosě L'aroma emanato da Méry. |
Il pagliaccio punito
Occhi, laghi e l'ingenua mia ebbrezza, rinascere
altro dall'istrione io ch'evocavo col gesto
qual piuma la turpe fuliggine dei candelabri,
nel muro di tela ho sfondato una finestra.
Con gambe e braccia limpido nuotatore
e traditore, a scatti frequenti, negando
il tristo Amleto, e' inaugurare nell'onda
mille sepolcri a sparirvi vergine dentro
Ilare oro di cembalo a colpi di pugno eccitato,
il sole d'un tratto percuote la nudita' che pura
s'era esalata dalla mia madreperlacea freschezza.
Notte della pelle, stantia, quando su me passavate
e, ingrato! ignoravo che era il mio unico crisma
quel bistro nell'acqua di crudi ghiacciai sprofondato.
Trad. Luciana Frezza
Autore: S.Mallarme' (1842, Parigi - 1898, Valvins)
Note: Poeta francese principe del simbolismo,
cerco' nella poesia evasione dalla monotonia
del quotidiano. La traduzione e' fedele al testo
e non elude i passi di maggiore oscurita'