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Fui, ai piedi del baldacchino che sorregge i suoi gioielli adorati e i suoi capolavori fisici, un grosso orso dalle gengive violette, con il pelo incanutito dal dolore, gli occhi fissi sui cristalli e sugli argenti delle mensole. Tutto divenne ombra e acquario ardente. Al mattino - battagliera alba di giugno - corsi verso i campi, asino, strombettando e brandendo la mia doglianza, finché le Sabine della periferia vennero a gettarsi al mio pettorale. |
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