Arthur Rimbaud


SERA STORICA



    In qualunque sera, per esempio, si trovi iL turista ingenuo, appartato dai nostri orrori economici, la mano d'un maestro anima il clavicembalo dei prati; si gioca alle carte in fondo allo stagno, specchio evocatore di regine e di favorite; si hanno le sante, i veli, i fili d'armonia e i cromatismi leggendari sul cielo di ponente.

    Un brivido, al passaggio delle cacce e delle orde. La commedia sgocciola sul palcoscenico d'erbetta. E l'imbarazzo dei poveri e dei deboli su questi stupidi piani!

    Alla sua visione schiava, la Germania erge le sue impalcature verso lune; i deserti tartari s'illuminano; le antiche rivolte brulicano al centro del Celeste Impero; per le scalinate e le poltrone di roccia, sorge un piccola mondo pallido e piatto, Africa e Occidenti. Poi un balletto di mari e di notti conosciute, una chimica senza valore, e melodie impossibili.

    La stessa magia borghese a tutti gli angoli dove ci deporrà la corriera! Il più elementare fisico sente che non è più possibile sottomettersi a quest'atmosfera personale, bruma di rimorsi fisici, la cui constatazione è già un'afflizione.

    No! Il momento del fuoco, dei mari sconvolti, delle combustioni sotterranee, del pianeta preso d'assalto e dei conseguenti stermini: certezze così poco malignamente indicate nella Bibbia e dalle Norme, e che all'essere serio sarà dato di osservare. - E tuttavia non sarà un effetto di leggenda!

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