VAGABONDI
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lo rispondevo sogghignando a quel satanico dottore, e finivo coll'andare alla finestra. Creavo, al di lą della campagna attraversata da strisce di musica rara, i fantasmi del futuro lusso notturno. Dopo questa distrazione vagamente igienica, mi stendevo su un pagliericcio. E quasi ogni notte, appena addormentato, il povero fratello si destava, putrefatta la bocca, strappati gli occhi - quale sognava se stesso! - e mi traeva nella sala, urlando il suo sogno di dolore idiota. Avevo infatti, con assoluta sinceritą di spirito, assunto l'impegno di restituirlo alla sua condizione primitiva di figlio del Sole - ed erravamo, nutriti del vino delle caverne e del biscotto della strada, io ansioso di trovare il luogo e la formula. |
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