Arthur Rimbaud


VEGLIE



I
    E' il riposo illuminato, né febbre né languore, sul letto o sul prato.

    E' l'amico né ardente né debole. L'amico.

    E' l'amata né tormentosa né tormentata. L'amata.

    L'aria e il mondo per nulla cercati. La vita. -

    - Era dunque questo?
    - E il sogno si rinfresca.


II


    L'illuminazione ritorna all'albero in muratura Dalle due estremità della sala, scenari banali, si congiungono elevazioni armoniche. Il muro di fronte a colui che veglia è una successione psicologica di sezioni, fregi, fasce atmosferiche e accidenti geologici. - Sogno intenso e rapido di gruppi sentimentali con esseri di tutti i caratteri tra tutte le parvenze.

III


    Le lampade e i tappeti della veglia fanno il rumore delle onde, di notte, lungo lo scafo e intorno allo steerage.

    Il mare della veglia, simile ai seni di Amelia.
    La tappezzeria, fino a mezza altezza, boscaglia di trina color smeraldo, dove si lanciano le tortore della veglia...
    La lastra del camino nero, veri soli delle spiagge: ah! pozzo di magie; sola vista d'aurora, stavolta.

IV


    Sei ancora alla tentazione di Antonio. li passatempo dello zelo bruscamente interrotto, gli accessi d'orgoglio puerile, l'accasciamento e la paura.
    Ma ti metterai a questo lavoro: tutte le possibilità armoniche e architettoniche si commuoveranno intorno al tuo seggio. Esseri perfetti, imprevisti, si offriranno ai tuoi esperimenti. Nelle tue vicinanze affluirà come in sogno la curiosità d'antiche folle e di lussi oziosi. La tua memoria e i tuoi sensi saranno semplicemente il nutrimento del tuo impulso creatore. Quanto al mondo, quando uscirai, che sarà diventato? In ogni caso, nulla delle apparenze attuali.

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