Arthur Rimbaud


FESTE DELLA FAME



    Mia fame, Anna, Anna, fuggi sul tuo asino.

    Se ho del gusto č soltanto per la terra e le pietre. Dinn! dinn! dinn! dinn! Mangiamo l'aria, la roccia, i carboni, il ferro.

    Mie fami, girate. Pascolate, o fami, nel prato dei suoni! Attirate il gaio veleno dei convolvoli.

    Mangiate i ciottoli che un povero spezza, le vecchie pietre delle chiese, la ghiaia figlia dei diluvi, pani giacenti nelle grige vallate!

    Le mie fami sono un po' d'aria nera, l'azzurro sonante. - E' lo stomaco che mi tira, č l'infelicitā.

    Sulla terra sono apparse le foglie: cerco le carni sfatte dei frutti. In seno al solco colgo la valerianella e la violetta.

    Mia fame, Anna, Anna, fuggi sul tuo asino.

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