Arthur Rimbaud


GIOVANI SPOSI



    La camera è aperta al cielo azzurro turchino; non c'è posto: cofanetti e madie! Fuori il muro è coperto di aristolochie ove vibrano le gengive dei folietti.

    Son davvero intrighi di geni questa spesa e questi disordini vani! è la fata africana che fornisce la mora e le reticelle negli angoli.

    Parecchie entrano, madrine scontente, con lembi di luce negli armadi, poi vi rimangono! la coppia s'assenta poco seriamente e non si combina nulla.

    Lo sposo è soppiantato dal vento, durante la sua assenza, qui, di continuo. Perfino spiriti delle acque, malefici, entrano e vagano tra le sfere dell'alcova.

    Nella notte amica, oh, la luna di miele raccoglierà il loro sorriso e riempirà di mille strisce di rame il cielo. Poi avranno da fare col topolino maligno.

    - Se non arriva un pallido fuoco fatuo, come una fucilata, dopo i vespri. O santi e bianchi spettri di Betlemme, incantate piuttosto l'azzurro della loro finestra!

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