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Via, dunque, se il sole abbandona queste rive! Fuggi, chiaro diluvio! Ecco l'ombra delle strade. Tra i salici, nel vetusto cortile d'onore, il temporale scaglia le prime larghe gocce. O cento agnelli, biondi soldati dell'idillio, fuggite dagli acquedotti, dalle smagrite lande! Pianura, deserti, praterie, orizzonti mostrano il rosso abbigliamento dell'uragano. Cane nero, bruno pastore il cui mantello s'inabissa, fuggite l'ora dei superni lampi; biondo gregge, or che nuotano ombra e zolfo, cerca di scendere a migliori asili. Ma io, Signore! Ecco, il mio spirito vola per i cieli ghiacciati di rosso, sotto i celesti nembi che corrono e volano su cento Solognes lunghe come una strada ferrata. Ecco mille lupi, mille sementi selvagge, che questo religioso pomeriggio di tempesta trascina, non senza tenerezza per i convolvoli, sopra la vecchia Europa su cui passeranno cento orde! Poi, il chiaro di luna! Per tutta la landa, arrossati, la fronte ai neri cieli, i guerrieri lentamente cavalcano sui pallidi corsieri! I ciottoli suonano sotto questa fiera banda! - E vedrò il bosco giallo e la valle chiara, la Sposa dagli occhi cèruli, l'uomo dalla fronte rossa. o Gallia, e il bianco Agnello Pasquale, ai loro cari piedi, - Michele e Cristina - e Cristo! - Fine dell'Idillia. |
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