Mercoledģ delle ceneri



III
Lą dalla prima rampa della seconda scala
Mi volsi e vidi in basso
La stessa forma avvinta alla ringhiera
Sotto la nebbia nell'aria fetida
In lotta col demonio delle scale
Dall'ingannevole volto della speranza e della disperazione.

Alla seconda rampa della seconda scala
Li lasciai avvinghiati, volti in basso;
Non v'erano pił volti e la scala era oscura,
Scheggiata ed umida, come la bocca guasta
E bavosa di un vecchio, o la gola dentata di un antico squalo.

Lą sulla prima rampa della terza scala
Una finestra a inferriata con il ventre gonfģo
Come quello di un fico e al di lą
Del biancospino in fģore e della scena agreste
Quella figura dalle spalle ampie vestita in verde e azzurro
Affascinava il maggio con un flauto antico.
Sono dolci le chiome arruffate, le chiome brune arruffate sulla bocca,
Lillą e chiome brune;
Lo sgomento, la musica del flauto, le pause e i passi della mente sulla terza scala,
Svaniscono, svaniscono; al di lą della speranza e al di lą della disperazione
La forza sale sulla terza scala.

Signore, non son degno
Signore, non son degno
ma di' una sola parola.

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