| WILLIAM SHAKESPEARE |
| Sonetto 122 |
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Il dono tuo, il quaderno, e' dentro la mia mente scritto tutto in memoria imperitura, che assai piu' durera' di quelle vuote pagine, oltre ogni termine, fino all'eternita'. O almeno fino a che la mente e il cuore avranno da natura la facolta' di esistere, finche' al labile oblio non daran la lor parte di te, il tuo ricordo non potra' cancellarsi; quei miseri appunti non potrebbero tanto contenere ne' mi occorre un registro per segnare il tuo amore; per questo ho osato dar via il tuo quaderno, fidando invece in quello che meglio ti riceve. Il tenere un qualcosa che serva a ricordarti equivarrebbe a ammettere ch'io so dimenticarti. |
Trad. Giorgio Melchiori Autore: W.Shakespeare (1564-1616, Stratford-on-Avon). Note: Maggiore fra i poeti inglesi. Ricorrono nel sonetto i classici temi della poesia di Shakespeare ossia la purezza del sentimento e il desiderio di superare la caducita' del tempo. Oscuri i riferimenti autobiografici. |