WILLIAM SHAKESPEARE
Sonetto 2
Quando quaranta inverni assedieranno la tua fronte
e profonde trincee solcheranno il campo della tua bellezza,
l'orgoglioso manto della gioventù, ora ammirato,
sarà a brandelli, tenuto in nessun conto.
Allora, se richiesto dove la tua bellezza giace,
dove il tesoro dei tuoi gagliardi giorni,
rispondere ch'essi s'adagiano infossati nei tuoi occhi
per te vergogna bruciante sarebbe e ridicolo vanto.
Quanta più lode meriterebbe la tua bellezza,
se tu potessi replicare: "Questo mio bel bambino
pareggia il conto e fa perdonare il passare degli anni",
dando prova che la sua bellezza da te fu data.
Sarebbe questo un sentirsi giovane quando sei vecchio,
mirare il tuo sangue caldo quand'esso nelle tue vene e' freddo.



Trad. Giovanni Cecchin


Autore: William Shakespeare (Stratford-on Avon 1564-1616)
Note: Temi ricorrenti di quest'opera sono l'amore platonico,
l'immortalità della poesia, il tempo e l'amicizia. Numerosi
gli accenni autobiografici, che risultano, però,
in gran parte oscuri.


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Sonetto 2