ROBERT BRIDGES


CACCIATORI DI MOSCHE



Dolci uccellini implumi, appollaiati in fila sulla ringhiera,
Ansiosamente ķelici, mentre seguite gił in basso
I genitori in caccia tra l'erbe del prato,
Tutta la gaia mattina, per cibarvi di mosche;

Mi ricordate il tempo, sessanta estati or sono,
Quando, bambinetto paffuto, sedevo,tale e quale
Con altri in fila. sopra un banco di scuola,
Non meno avidi, credo, e affamati di voi,
Intelligenze attonite e occhi scintillanti,
Mentre un autorevole vecchio dottorone
Incombeva su noi e da una cattedra ci rimpinzava di mosche.

Mosche morte, quali ingombrano la finestra assolata della biblioteca,
Che ronzavano contro i vetri fin che caddero stecchite sul davanzale,
O vengono stritolate nel sonno tra le persiane all'alba,
O schiacciate come ostie entro un in-folio grinzoso.

Un arido bipede egli era, nutrito in egual modo
Di pelli e scheletri, dal capo alle piante stantio
Di ciarpame d'ogni sorta e ogni sorta di bugie.

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