IL CASO



Solo che un qualche iddio vendicativo mi chiamasse
Dall'alto cielo, e irrimdewe: « Tu, creatura che soffre,
Sappi che il tuo dolore è il mio. diletto,
Chedel tuo amore frustrato profitta il mio odio! »

Allora sopporterei, tenderei i nervi e morrei,
Rafforzato dal senso d'un'ira immeritata;
Mezzo racconsolato dal pensiero che un più potente di me
Avesse voluto e assegnato le lacrime ch'io piango.

Ma non così. Come accade che la gioia venga uccisa,
E perché avvizzisce la più dolce speranza mai seminata?
Il caso balordo s'oppgne al sole e alla pioggia,
E il tempo biscazziere getta per allegria il dado d'un lwnento...
Per questi giudici ciechi tanto valeva cospargere
Gioie lungo il mio cammino così come il dolore.

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