Rabindranath Tagore


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Servo Abbi mercé del tuo servo, mia regina!
Regina. La riunione è finita, e tutti i miei servi sono andati via. Perché tu vieni a questa tarda ora? la mia ora.
Servo. Quando hai finito con gli altri, allora viene Vengo a chiederti cosa rimane per il tuo ultimo servo.
Regina. Che speri di ottenere, quando è troppo tardi?
Servo. Fammi giardiniere del tuo giardino di fiori.
Regina. Che follia è questa?
Servo. Rinuncerò a ogni altro mio lavoro. Getterò nella polvere le mie lance e le mie spade. Non inviarmi in Corti lontane; non ordinarmi di compiere nuove conquiste. Ma fammi giardiniere del tuo giardino di fiori.
Regina. Quali saranno i tuoi doveri?
Servo. Servìrti nei tuoi giorni d'ozio. Manterrò fresco il sentiero erboso dove tu cammini al mattino, dove a ogni passo i tuoi piedi saranno salutati con lodi da fiori anelanti di morire.
Ti dondolerò su un'altalena tra i rami del saptaparna, dove la prima luna della sera lotterà tra le foglie per baciarti l'orlo della gonna.
Riempirò d'olio profumato la lampada che arde accanto al tuo letto, e ornerò lo sgabello dove posi i piedi con meravigliosi disegni, fatti con impasto di sandalo e zafferano.
Regina. E cosa chiedi come ricompensa?
Servo Di poter stringere i tuoi piccoli pugni simili a teneri bocciuoli di loto e intrecciare ai tuoi polsi ghirlande di fiori; di tingerti le piante dei piedi col rosso succo dei petali di ashoka e togliere con i miei baci i granelli di polvere che potranno posarvisi.
Regina. Le tue preghiere sono esaudite, mio servo, sarai il giardiniere del mio giardino di fiori.

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