Rabindranath Tagore


10



Lascia stare il tuo lavoro, sposa.
Ascolta, l'ospite è venuto.
Senti? scuote gentilmente
la catena che chiude la porta.
Bada che i tuoi bracciali
non facciano troppo rumore,
e che i tuoi passi
non gli corrano incontro.
Lascia stare il tuo lavoro, sposa.
Ascolta, l'ospite è venuto.

Non avere paura, sposa,
no, non è il vento spettrale.
E' la luna piena
in una notte d'aprile;
nel cortile l'ombre sono pallide;
in alto il cielo è luminoso.
Tirati il velo sul viso, se credi,
metti la lampada alla porta,
se hai paura.
No, non aver timore, sposa,
non è il vento spettrale.

Se hai vergogna, non dirgli parola;
rimani a un lato della porta
quando gli vai incontro.
Se ti chiede qualcosa, e se vuoi,
abbassa gli occhi in silenzio,
Non far tintinnare i bracciali
quando, con la lampada in mano,
lo farai entrare.
Se hai vergogna, non dirgli parola.

Non hai ancora finito il tuo lavoro?
Ascolta, l'ospite è arrivato.
Non hai acceso la lampada nella stalla?
Non hai preparato il cesto delle offerte
per le preghiere della sera?
Non hai posto il rosso segno di fortuna
alla scriminatura dei capelli,
e ti sei abbigliata per la notte?
O sposa, non senti? l'ospite è arrivato.
Lascia stare il tuo lavoro!

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