J. W. Goethe 

EFFETTO A DISTANZA

 

 

La regina sta nella sala eccelsa,

su mille candele la fiamma risplende;

dice al paggio: «Corri in fretta,

la mia borsa da gioco vorrei avere.

È a portata di mano

sul bordo del mio tavolo.»

Il ragazzo si precipita e in un momento

è dall'altra parte del castello.

 

Accanto alla regina in quell'istante sorseggia

un sorbetto la più bella delle donne.

Vicino alla sua bocca la tazza si spezza,

la scena era un orrore.

Confusione, vergogna! L'abito

di gala è rovinato!

Lei si affretta e vola in un momento

verso l'altra parte del castello.

 

Il ragazzo venne incontro correndo

alla bella, affranta dal dolore;

nessuno lo sapeva, ma in segreto

si amavano nel fondo del cuore;

o fortuna benigna,

o sorte propizia!

Si gettarono l'una nelle braccia dell'altro,

si strinsero e con gusto si baciarono.

 

Ma entrambi si staccarono alfine;

lei si affretta alle sue stanze,

il paggio si fa strada verso la grande regina,

in mezzo ai ventagli e alle spade.

La sovrana scopre

la macchia che il corpetto ricopre:

non v'era cosa che le restasse celata,

simile in questo alla regina di Saba.

 

E la moglie del maggiordono lei fa chiamare:

«Di recente siamo venute a contrasto,

e voi diceste, dura, senza esitare,

che lo spirito non opera da lontano;

è solo la presenza che lascia

per certo una traccia,

ma nessuno agisce a distanza, nemmeno

le stelle del firmamento.

 

Ora guardate! Poco fa la dolce bevanda

spirtale fu rovesciata al mio fianco,

e sùbito, anche se era laggiù, dietro, alla larga,

ha rovinato il corpetto al ragazzo. -

Prenditene uno nuovo! È una gioia

che mi sia servito di prova.

Io te ne faccio dono. Altrimenti,

una sgridata non l'eviteresti.»


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