J. W. Goethe 

GRANDE È LA DIANA DEGLI EFESINI

Atti degli apostoli 19, 28

 

 

A Efeso un orefice, seduto

nella sua bottega, batteva

nel modo migliore, senza un attimo

di sosta, con tutta l'arte che aveva.

Da ragazzo e giovane si inginocchiava un tempo

davanti al trono della dea, nel tempio.

E il cinto della dea sotto il petto

con la lima, fedelmente, aveva rifatto,

il cinto dove hanno ricetto tante

bestie, seguendo l'ordine di suo padre;

e portava il suo zelo d'artista

in azione devota per tutta la vita.

 

E d'improvviso vociare lui sente

dalla strada un turbine di gente:

ci sarebbe un dio nel cervello, proprio

lì, dietro la sciocca fronte dell'uomo,

più sovrano dell'essere dove leggiamo

quanto il potere divino sia vasto.

 

Il vecchio artista ascolta, non altro,

manda il suo ragazzo al mercato,

cervi e animali lima senza fine

per adornare le ginocchia divine,

e spera che la sorte lo possa aiutare

ad esprimerla in degne sembianze.

 

Ma se altri la pensa diversamente,

si regoli pure a suo piacere;

solo al mestiere non faccia torto,

se no finirà male, nello scorno.


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