Io sono il cantore rinomato, l'acchiapparatti che molto ha viaggiato, e in questa città d'antica fama è una presenza più che necessaria. E fossero i ratti in numero enorme, e fossero in gioco anche le donnole, faccio una pulizia generale, tutti quanti se ne devono andare. È anche il cantore d'animo sereno un acchiappabambini di tempo in tempo; anche ai più selvaggi impone il giogo, se canta le sue favole d'oro. E fossero i ragazzi così riottosi, e fossero le ragazze così ombrose, io tocco le mie corde ed ecco tutti devono venirmi dietro. È anche il molto abile cantore un acchiapparagazze all'occasione; in tutte le città dove è stato più d'una ha subìto il suo incanto. E fossero le ragazze così sciocche e fossero le donne così ritrose, tutte soffrono pene d'amore al canto e al tocco di queste corde. (da capo) |