Rainer Maria Rilke
MORGUE
Giacciono, pronti, lì; come in attesa
d'un atto estremo che li riconcilii
tutti fra loro e che li avvinca, uniti,
con palpito concorde a questo gelo.
Qui, senza fine è il Tempo. E non pronuncia,
la Morte, un nome. Attorno a quelle bocche,
esperte mani hanno lavato il tedio.
Ma la traccia, restò. Profondamente.
Solo, s'è fatta tutta quanta pura.
Le barbe, stanno. Solo, un po' più dure;
ravviate dall'occhio dei custodi,
perché non respingessero chi cerca.
Sotto le chiuse palpebre - stravolte -
or le pupille guardano all'interno.
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