Rainer Maria Rilke

QUAI DU ROSAIRE
(BRUGES)

Hanno le strade un'andatura lenta
(sì come a volte van convalescenti
meditabondi, trasognando i noti
luoghi d'intorno); e non appena giunge,
una, alla piazza - indugia; e attende l'altra,
che passo passo vien su l'acque terse
crepuscolari, in cui, mentre dileguano
tutte le cose, il capovolto mondo
delle riflesse imagini concreta
sempre più le sue forme. E non saranno
vere giammai così le cose vere.

La città morta? Bruges... Pure, risorgere
la vedi adesso per un fato oscuro,
e nitida spiccar dentro lo specchio
che la rovescia - come se non fosse
insolita la vita in quel ristagno.
Ora, pendono là, vasti, i giardini.
Quasi li tocchi. E, repente, pe'l vano
delle finestre illuminate a un tratto
nei chioschi sparsi volgonsi le danze.

E - sopra - che restò? Solo il silenzio,
cui nulla affretta. E placido assapora
a chicco a chicco il grappolo di canto
che scuoton le campane - alto - nel cielo.