Rainer Maria Rilke
PRESAGIO D'URAGANO
Repente, alla torre mi addosso.
Le cime degli alberi solo,
soltanto i comignoli, avvertono
quest'ansia d'attesa presaga,
e si rimormoran pavidi:
« L'uragano!... »
Odon le tenui betulle
quel pavido murmure; e accostano
i trepidi fusti, sospese.
Turbinan, diafane fiamme,
le chiome della bufera.
Le sentono i bimbi venire; riparano in grembo alle madri.
E’ per l'etere, attorno,
come un bombito d'api selvagge.
|