SUBURBIO
e, dalla morsa delle impalcature, le case nuove svincolano il petto, anele di scrutare onde si parta la distesa dei campi, - ivi non giunge, pallida ed egra, Primavera al colmo; ivi, l'Estate fèbrica maligna, avvizziscono i bimbi ed i ciliegi. Solo l'Autunno ha suasivi fascini, come di lontananze. I dolci vespri son di un tenero smalto. In pelli chiuso, su l'armento che a tratti ribalugina, il pastore s'appoggia - oscuro, enorme - all'ultimo fanale. |