Rainer Maria Rilke

QUANDO NEL BUIO GLI OROLOGI BATTONO...

Quando nel bujo gli orologi battono
prossimi sì che par di averli in cuore,
e con tremule voci
van le cose chiedendosi: « Sei tu? »,

più non sono colui che si destava
allo spuntar dell'alba:
ma la Notte mi dona un nuovo nome,
e con un fondo brivido
l'apprenderebbe chi nel chiaro giorno
meco scambiò parola.

Ogni porta dell'anima, sospinta,
dentro di me si schiude.

E allora io so che non dilegua nulla
nell'universo mondo:
non la preghiera e il gesto
(troppo grevi a svanir sono le cose!)
e sento attorno a me sempre persistere
- viva - l'infanzia mia,
e non avverto più d'essere solo.

L'immensa moltitudine
che fu prima di me, che l'aspra lotta
lungi da me sostenne,
ordiva lenta, infaticabilmente,
la trama ond'io son vivo.

E se m'inclino a te, per dirti piano:
« Tanto ho sofferto... » , ascolta:
non so qual voce ignota
rimormora con me le mie le parole.