Rainer Maria Rilke

Signore, che farai, se avvien ch'io muoia?
Sono l'anfora tua... Ma se m'infrango?
Il tuo pane son io... Se mi corrompo?
Ti son veste e strumento alla bisogna.
Pił senso non avrai, se avvien ch'io muoia.

Pił casa non avrai, su le cui soglie
una voce festevole ti accolga.
Sarą caduto dal tuo piede stanco
il sandalo che, provvido, io ti sono.
Lo sguardo tuo che su la guancia accolgo
come su calda zolla, e me ne intrido,
a cercarmi verrą. Cercherą, lungo,
invano. E ricadrą - morendo il giorno -
fra le pietre insensibili, nel nulla.

Signore, che farai?... Trepido e soffro.