Rainer Maria Rilke
Il Vegliardo Tu sei, cui la fuliggine
strina ed avvampa la prolissa chioma;
l'invisibile artefice superno
che nel valido pugno un maglio stringe;
l'insonne Fabbro che sovra l'incudine
batte il canto dei secoli in eterno.
Lo spirito tu sei che non riposa,
perennemente reduce al lavoro;
quei che la Morte coglierà reclino
sovra la spada inunensa, a cui non brilla
lucido ancora il filo della lama.
Quando pe'l mondo tacciono i cantieri
e si ferman gli arnesi, ed ebra e stanca
l'umanità nei vesperi poltrisce,
rombano allora i colpi del tuo maglio
nei rintocchi di tutte le campane.
Il Maestro Tu sei, l'adulto Saggio
che l'onniscienza non apprese, e sa;
l'ospite ignoto'la cui fama, al mondo,
ora in sussurro, ed or canora va.
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