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Pubblicata il: febbraio 21, 2014 | Da: gentilik
Categoria: Poesie inedite | Totali visite: 1515 | Valorazione:

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
gentilik
www.gentilimanuel.it
LUI: Mi son svegliato seduto, non pensavo potesse accadere, in una fredda giornata di Aprile.
Succedono sempre ad altri, certe cose. Le pale che muovono laria sopra la mia testa, che agitano la mia immobilit non sono qui per me, continuavo a ripetermi
Li vedevo muoversi, in ginocchio urlare, ma queste cose capitano ad altri, non certo alle 10 di un freddo venerdi mattino, di un freddo Aprile
Ho aperto gli occhi, seduto, con delle gambe nuove, ed una mano sulla spalla, lamica paura non mi avrebbe mai abbandonato, ho pensato
Non fanno per me, certe cose. Ne ho sentito parlare, e forse qualcuno si scusato, quando concentrandosi cercava di parlarmi, con la bava alla bocca, e la fatica nello sguardo
Non sono io quello, non lo sono mai stato, mai lo sar
Londa dentro, e devasta tutto, trema la mia sicurezza: la cosa assurda che sono io che faccio coraggio agli altri, mentendo che sto bene, mettendoli a proprio agio, levandogli il fardello della responsabilit, rendendo la loro impotenza un punto di partenza, per dormire pure sogni tranquilli
Dormite quindi e non preoccupatevi. Queste cose, di solito capitano ad altri

IO: Mio caro amico, son seduto di fronte a te, e non riesco a tenermi dentro il tuo fiume, la tua voglia di vivere, di esserci oggi, e domani ancora, e ancora
La vita capita ad altri, noi umili sopravviviamo, ci corichiamo pregando che il domani almeno non sia peggio delloggi
Mio caro amico, simpara sempre tardi la lezione, ed ora, seduto, non voglio perdermi lattimo, in cui apprendo cosa davvero conta, cosa resta e cosa devi lasciarti dietro.
Ti guardo negli occhi e annego nella tua onda, ma solo per un istante. Stasera torner a casa, e dormir.. di solito queste cose capitano ad altri. Vorrei poter restare sveglio, tenere sempre in vita la memoria e la mente. Avr paura delle fredde giornate dAprile, di una sedia e dei venerd. Avr paura di molto altro, anche se di solito, queste cose, capitano ad altri


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