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Pubblicata il: giugno 13, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Racconti inediti e/o celebri | Totali visite: 1088 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
"Si accomodi signor T., come sta?", disse venendomi incontro il signor
Farinelli, lisciandosi delicatamente i capelli bianchi. "Si accomodi,
pure. Lei sempre un gradito ospite qui all'Associazione. Quanti anni
sono passati? Eh, il destino di noi tutti invecchiare e morire ma
guardi", e mi indic immediatamente la parete dietro la sua scrivania.
"Niente sembra scalfire le opere d'arte, come questo capolavoro assoluto
che Non faccia il modesto: opera sua!".

Davanti a me, in una cornice pregiata, illuminato da un fascio di luce,
lo sguardo di Cate si lasciava nuovamente sedurre dal gioco del vento
sui germogli e sulle sottili maglie dello scialle posato sulla sua
pelle. Dopo sette anni, la Ninfa alla selva tornava nuovamente a
ravvivare coi suoi colori l'iride dei miei occhi.

"E' da parecchio tempo che avrei gradito fare una bella chiacchierata
con lei, signor T.", prosegu, non accorgendosi della mia confusione
alla vista del dipinto, "ritengo che non ci sia, d'altra parte,
occasione migliore di questa". Indoss gli occhiali a mezzaluna,
abbassando lo sguardo su una lettera riposta sulla scrivania.

"Noi due abbiamo diverse cose in comune: l'amore incondizionato per le
Belle Arti, il gusto per le donne affascinanti e la mia carissima
nipotina. Anche se, ma credo che di questo lei sia molto ben informato,
le cose fra me ed Eva non hanno preso la giusta piega".

Tacque e scroll la spalla come a dire: cos la vita, cosa devo farci.

"Da quando mio figlio ci ha lasciati"- prosegu, cominciando a
giocherellare con la Montblanc sul tagliacarte d'argento- "il rapporto
gi difficile con Eva si definitivamente chiuso. Ha un carattere
davvero, come dire: ingombrante. L'ostilit che nutre nei miei
confronti pari solo alla sua testardaggine! Buon sangue non mente, non
trova? Come crede che sia riuscita a trovare il lavoro da impiegata
nello studio legale Parrini? Un buon stipendio per pagarsi l'affitto
dell'appartamentino in cui vive e tutto grazie ai buoni uffici del qui
presente. Senza contare che tutti, in citt e nell'intera provincia,
tutti la trattano da principessa La cara, bella, insolente signorina
Farinelli!".

"Non sono qui per parlare di Eva", puntualizzai guardando negli occhi
l'anziano mecenate. "La questione riguarda solo voi due e non voglio
intromettermi. D'altra parte, sua nipote sufficientemente matura per
gestirsi da sola e fare con piena consapevolezza le sue scelte. Ho
ricevuto, qualche giorno fa, la visita della signorina Brown.
Nell'occasione di quell'incontro mi stata espressamente formulata una
richiesta che io non posso assolutamente soddisfare. Mi , pertanto,
sembrato ragionevole voler chiarire la cosa con il diretto interessato.
Ci giustifica la mia attuale presenza nel suo ufficio. Lei, signor
Farinelli, mi ha, poco fa, confidato di amare l'Arte ed proprio in
nome del suo amore per l'Arte che le chiedo di lasciar perdere O forse
la sua passione per il denaro pi forte? Impari ad amare anche gli
artisti".

Farinelli ascolt con molta attenzione il mio discorso, scosse
leggermente la testa e, quando ebbi ultimato la frase, sbott con un
secco: "Stando cos le cose, noi non abbiamo pi nulla da dirci". La
frase mi suon come una minaccia. Era possibile che il vecchio
rinunciasse cos, senza colpo ferire, al suo proposito? Guardai
nuovamente il dipinto. In un attimo rividi il corpo di Cate esangue,
distesa sul tappeto del bagno con le vene del polso recise, rividi tutto
quel sangue seccato a terra, rividi la strada viscida e l'auto che
scivolava senza controllo nel greto del canale. Balzai in piedi, vinto
da una forza incontrollabile, sbattei il pugno sulla scrivania: "Signor
Farinelli, la prego, in nome di Dio, distrugga quel quadro!"



"Ho saputo che oggi sei andato nel Palazzo dell'Arte a parlare col
nonno", il tono di Eva era insolitamente accigliato. Non c'era alcun
dubbio, bastava guardarla in volto per capire che la notizia l'aveva
turbata.

"No, non l'ho saputo dal nonno, ovviamente Sai che con lui non parlo da parecchio tempo. Dimmi, l'hai trovato bene?"

Mai come in quel momento riuscii a notare la grande somiglianza di Eva col nonno.

"In perfetta salute", risposi cercando di evitare il suo sguardo. Lei
stava armeggiando con la caffettiera, le tazzine erano gi apparecchiate
sul tavolo.

"Prendi anche i piattini", disse. "E poi una qualche sera vieni tu da
me e ti fermi a dormire! Sai che questa casa non mi piace, con quel
vecchio che origlia alle porte".

"Origlia anche alle porte? Questo come lo sai?". Risi. Mi torn in mente
la scenata dell'inquilina dell'appartamento di fronte. Eva aggrott le
sopracciglia e, con un cenno della mano, sbuff un eloquente "Bah" che
nel suo linguaggio abituale stava a significare: lasciamo perdere, con
te inutile continuare

"Ieri ho incrociato sulle scale la signorina Rosa", riprese nell'atto di
versare il caff, "sai, quella nuova del primo piano. Graziosa, non
trovi? Ma forse non l'hai notata, visto che tu sei sempre tanto
distratto!". Amava provocarmi. "Una donna molto graziosa eppure cos
sola Tu, ecco tu ci andresti con lei?".

Sul momento, il primo sorso di caff mi and per traverso. Pensai: "Ho
capito male". Non feci in tempo a soffermarmi su quel dubbio che
continu:

"Ho sentito il vecchio dire che un terzo del guadagno tocca a lui
Questa sta diventando una casa d'appuntamenti! Che vergogna!".

"Ah, ecco dove voleva arrivare!", fu il mio pi immediato pensiero. Il
trucco, per esperienza, era quello di lasciarla parlare. Assecondarla.
Si trattava d'insicurezza? La baciai. Non fece obbiezioni. Era pur
sempre la mia adorata Eva


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